HomeMitologia Paganail vischio nella tradizione : significati esoterici del vischio

sono moltissime Le tradizioni e le leggende legate al vischio nella tradizione europea, molte di esse hanno un origine arcaica memore di un retaggio antico, spesso sovrapposto alle tradizioni folkloristiche più “contemporanee” di origine medioevale.

vischio nella tradizione
Rituale Druidico

il vischio nella tradizione Antica

il vischio nella tradizione celtica veniva chiamato “colui che tutto guarisce” e ritenevano nascesse dalla folgore che colpiva un Albero come dono degli Dei.

Simbolo di immortalità e rigenerazione, di vita e fertilità tanto importante da non ritenere nulla di più sacro del vischio cresciuto su una quercia.

Publio Ovidio Nasone, narra di un rito di rinnovamento che ha come protagonista il Rex Nemorensis che vive nel bosco sacro della dea Diana, proteggendo il divino albero della quercia su cui cresceva il ramo d’oro, che per molte culture è simbolo della divinità. Il ramo di vischio poteva essere strappato solo da uno schiavo fuggitivo, che con quel gesto, otteneva il diritto di battersi in duello con il vecchio Re e succedere al suo predecessore.

Questo perché il Re rappresentava la forza della natura che non doveva mai invecchiare, ma essere sempre rinnovata e fertilizzata col sangue dello stesso Re.

Plinio racconta del vischio in pozione, al quale si attribuiva il potere di sconfiggere la sterilità sia negli animali che nelle donne e che fosse un antidoto per ogni veleno.

Anche portandone addosso qualche foglia si favoriva la fecondità mentre in altri casi veniva usato come anticoncezionale in pozione aggiunto ad altre piante, dopo il rapporto sessuale.

Anche l’antropologo Frazer analizza la spiritualità celta nei confronti del vischio e interpreta la sua origine divina, come emanazione del fuoco celeste e raccogliendolo dall’albero secondo il rituale, i druidi erano certi di raccogliere con esso tutti i poteri dei fulmini.

Il solenne rituale per la raccolta del vischio avviene nel sesto giorno della luna, che per i celti rappresenta l’inizio del mese, dell’ anno e del secolo ogni trent’anni e che prevede che si porti ai piedi dell’albero il sacrificio e il banchetto, vengono quindi fatti avvicinare due tori bianchi dalle corna legate, dopo di che un Druido vestito di bianco si appresta a tagliare il vischio con un falcetto rivestito d’oro(che unisce in un unico simbolo la Dea-la falce di luna- e l’oro del Sole) senza mai usare la mano sinistra per raccoglierlo per non attirare la malasorte; mentre gli altri Druidi, anch’essi in vesti bianche, lo raccolgono prima che tocchi terra per mezzo di teli bianchi posizionati in precedenza sull’albero, per poi riporlo in un bacile d’oro al fine di esporlo alla venerazione del popolo.

Il vischio è da sempre venerato per le sue proprietà curative e di protezione dalle negatività, per cui in questa occasione veniva immerso in acqua affinché essa le assorbisse e poi distribuita a chi la volesse per guarire da malattie e/o per tutelarsi da esse, da malefici e sortilegi.

Tali usanze e credenze legate al vischio si estendono anche più a sud dell’Europa, ad esempio nel cantone svizzero di Argau il vischio è detto “scopa del fulmine” e in tutta la Germania questo appellativo viene affibbiato a qualunque cosa cresca sugli alberi con lo stesso aspetto “a nido” del vischio.

Oltre che durante il Solstizio invernale era usanza raccogliere il vischio anche per il Solstizio d’estate.

In Svezia, per S. Giovanni venivano infatti confezionate bacchette divinatorie con il vischio, poi usate per trovare tesori nascosti perché si riteneva avesse la stessa natura del sole, come manifestazione della divinità.

In Bretagna era usanza dei contadini appenderne sulle facciate delle case per protezione e in Francia, fin dal XV secolo si hanno testimonianze di una cerimonia per la raccolta del vischio dell’anno nuovo chiamata “guilanleuf” simile a quella druidica.

Pure in Giappone gli Ainu, la ritenevano una pianta capace di curare ogni male e in Senegambia era usata come talismano per proteggere dalle ferite i soldati che vanno in battaglia.

In Grecia nell’Eneide di Virgilio la Sibilla cumana informa Enea che per placare l’ira dei Caronte, raggiungere i Campi Elisi e quindi rivedere il padre Anchise e Didone, deve procurarsi il ramo d’oro, che Frazer identifica come il vischio e che viene condotto nelle mani di Enea grazie alla guida di due colombe inviate da sua madre Afrodite, infatti il vischio tagliato da qualche mese assume un colore dorato.

E in effetti, ritenendo che il vischio racchiuda il potere del sacro fuoco, non c’è guida migliore attraverso le tenebre degli Inferi!

Nel Gylfaginning si racconta di Baldur, figlio del dio Odino e signore della luce, che muore ucciso da una bacchetta di vischio. Ma Baldur simbolicamente è il vischio stesso! Odino infatti, viene identificato con l’albero cosmico Yggdrasill (su cui germina il vischio). Ciò aumenta le caratteristiche associano Baldur al Cristo: entrambi rappresentano la Luce in terra e per entrambi la morte è legata al legno di vischio.

il vischio nella tradizione Cristiana

almeno inizialmente nella cristianità il vischio assume un connotato molto negativo, perché pare sia stato l’unico albero a non autodistruggersi per impedire il proprio uso nella costruzione della croce di Gesù. Per questo Dio lo maledisse rendendolo rachitico e privo di radici.

il ministro di York con una pianta di vischio
il ministro di York con una pianta di vischio

Ma questa pianta era troppo amata per essere bandita persino nella cristianità e riottiene quindi un ruolo importantissimo nella Chiesa che tutt’ora adotta il vischio per la sua natura solare, come simbolo del Cristo ospite sulla terra così come il la piantina lo è dell’albero parassitato, per questo viene posizionato sull’altare delle chiese alla vigilia di Natale, come ad esempio nella cattedrale di York, dove resta per dodici giorni.

Attualmente si imputano ancora al vischio le proprietà di allontanare il male, allentando demoni, streghe e gnomi, protegge dai fulmini e dalle disgrazie per cui viene appeso nelle stalle e soprattutto sulle culle dei neonati per salvaguardarli da pericoli e malattie.

il vischio nell’esoterismo e nell’occultismo

Per la sua natura parassita, che porta il vischio a vivere “sospeso a mezz’aria” gli è stata attribuita la capacità di aiutare a comprende i sogni profetici, facendo tramite tra cielo e terra.

Il termine “vischioso” deriva proprio dal vischio, infatti è dalle sue bacche e dalla corteccia che si estrae il fluido per preparare la pania per gli uccellatori.

il vischio nella tradizione contemporanea è famoso per ll “Bacio sotto al vischio” :
la più classica e nota tra le usanze legate a questa piantina, che porterebbe fortuna, amore eterno e fertilità alle coppie che vi si scambiato un bacio sotto, unendoli se l’amore è sincero con un legame indissolubile.
In Inghilterra si ritiene che se la ragazza non riceve tale bacio non riuscirà a sposarsi nell’anno venturo.

Anche l’atto di scambiarsi i regali in sua prossimità porta fortuna, se il vischio sentirà l’affetto sincero.

Durante il rituale del solstizio si usa bruciare il rametto di vischio dell’anno precedente, per sostituirlo con il nuovo per portare salute e positività, perché protegge dalla sventura.


le proprietà botaniche del vischio

proprietà botaniche ed usi fitoterapici del vischio
proprietà del vischio


riferimenti: