venere
venere e il suo simbolo caldaico

Brillante, maestosa Venere è l’oggetto più glorioso nel cielo, salvo il Sole e la Luna.
Mai più distante di 48 ° dal Sole, non può essere vista nel cielo di mezzanotte, anche se a differenza dello sfuggente Mercurio, si rivela magnificamente nei periodi tra i suo levare e calare elicoidale, spesso è abbastanza brillante da essere visibile in pieno giorno.
Come una stella della sera, Venere appare ad ovest nel periodo successivo al tramonto.
Mentre si avvicina al Sole, scompare dalla vista nel suo moto elicoidale, girando intorno alla Terra, è resa invisibile dalla luce del sole.
Mentre Venere avanza verso il Sole diventa nuovamente visibile a est, nella sua levata eliaca poco prima dell’alba.
Nei tempi antichi queste precise e contrastanti apparizioni di Venere e il suo ritiro ciclico all’occhio umano, si sono inserite nelle sue caratteristiche mitologiche.
In Mesopotamia la conoscevano, non solo come la Dea dell’Amore e della procreazione, ma anche come la dea della guerra, mentre il periodo in cui riemerge è stato associato con la fertilità stagionale della Terra.
La sua manifestazione serale è stato detto che porti agli uomini e alle donne l’atto dell’amplesso, ma il suo aspetto mattutino indichi l’andare in guerra.
Nella mitologia appare come consorte di molte divinità maschili e come un grande Dea Madre emerge sotto molti nomi di razze diverse, senza perdere le sue caratteristiche essenziali.

Come la dea babilonese Ishtar, una dei suoi miti più famosi, poi attribuito ad Afrodite dai Greci, è stata la discesa agli inferi per ottenere il ritorno del suo amante Tammuz, dio della primavera che era morto in autunno.
Per ottenere l’ingresso a questo regnò proibito minacciò di abbattere le porte degli inferi, liberare i morti e divorare i vivi.
Finalmente fu fatta entrare dalla sorella Ereshkigal, la terribile regina degli inferi, ma a ciascuna delle sette porte fu costretta a togliersi un capo di abbigliamento, arrivando da Ereshkigal completamente nuda.
Qui venne aggredita dal demone della pestilenza, Namtar, colpita dalla malattia dalla testa ai piedi e tenuta prigioniera dalla Regina.
A causa dell’assenza di lshtar, la terra diventò sterile.
Nell’apprendere la notizia, suo fratello Shamash (il Sole), si consultò con il Dio della Saggezza.
Rendendosi conto che nessun essere vivente, maschio o femmina, sarebbe mai potuto entrare e poi tornare dagli inferi, venne creato un essere senza sesso che portò a Ereshkigal un ordine per il rilascio di Ishtar.
Impaurita della richiesta, Namtar la bagnò con le acque della vita e le restituì le vesti a ciascuna delle sette porte.
La sua ricomparsa ridette la fertilità alla terra, e la vita riprese il suo corso normale.
Anche se aveva degli aspetti decisamente violenti questa antica dea, era in genere una figura benevola che possedeva la maggior parte delle qualità fortunate ora associate a Venere, il pianeta benefico minore.
In una preghiera superstite babilonese si legge:

“O eroica Ishtar, immacolata tra le dee,
Torcia del Cielo e della Terra, splendore dei continenti,
O lshtar, tu sei Anu [il dio supremo] tu giudichi i Cieli;
È modifichi i destini e un evento cattivo diventa buono,
Alla tua destra è la giustizia, alla tua sinistra la bontà,
Stabili nella tua testa ci sono pubbliche udienze, favore, pace,
I lati sono circondati di vita e di benessere,
Vorrei proclamare la tua divinità, Lasciami ottenere quello che voglio ….
Allunga le mie giornate, Lasciami vivere, lasciami stare bene.”

Nel corso della storia la nostra percezione della dea Venere e le sue influenze astrologiche si sono adattate per riflettere l’immagine archetipica della femminilità e della sessualità nella società.
Le culture antiche le hanno riconosciuto il dominio delle emozioni, della passione e della creatività come una forza intensa e instabile, un attributo di fertilità della terra, di produttività, di sensualità e auto-indulgenza, che potrebbe trasformarsi rapidamente in gelosia e abbandono distruttivo.
Durante il periodo medievale gli attributi vennero santificati – la dea appare dolce e timida, una delizia per tutti gli uomini.
La sua attrattiva è la sua vulnerabilità e sensibilità, il suo comportamento è quello che offre il piacere attraverso la lusinga, del tutto in contraddizione con la natura di Ishtar, che chiedeva la sua soddisfazione sessuale ed emotiva e non ha mostrato esitazione nel castigo crudele per coloro che respingevano le sue avances o offendevano il suo onore.
Quindi le immagini celebri di Venere di Botticelli idealizzate raffigurano un seno giovane di dolce fanciulla, delicata, sensibile e piena di grazia gentile, mentre gli antichi ritraevano l’immagine di questa dea ad un richiamo sessuale con la pancia orgogliosamente gonfia, cosce e glutei prominenti, e sporgenti.

La dicotomia nella percezione astrologica di Venere è stata spesso paragonata alla sua duplice sovranità sopra i segni della Bilancia e del Toro, in cui ha rispettivamente il suo domicilio di giorno e di notte.
Nel suo domicilio diurno, di aria in Bilancia l’amore è verginale, è enfatizzata la bellezza eterea, la diplomazia, l’armonia, il lusso e l’arte, mentre nel suo domicilio terrestre notturno (Toro) esprime le sue più profonde qualità femminili di passione creativa combinate con l’annichilamento delle emozioni.
Quegli astrologi che hanno chiesto la rimozione del suo governo dal Toro, al fine di stabilire un modello pulito di 12 segni e 12 diversi governanti planetari (a prescindere dal fatto che 12 pianeti diversi non esistono) potrebbero apprezzare l’assurdità di ciò se loro considerassero le piene complessità di questa dea e la facilità con cui ci muove dalla calda passione alla più tiepida compassione che diamo per scontato.

Anche la sua associazione con il Toro è un riflesso di questo.
Secondo il mito babilonese, la creatura è stata creata sul suo ordine di distruggere il leggendario eroe Gilgamesh che aveva respinto le sue avances rimarcando come lei troppo facilmente si stufasse dei suoi oggetti del desiderio.
Gilgamesh ha sconfitto il Toro, ma a lui appartiene la vittoria della logica e non a Venere, che non è influenzata da tali preoccupazioni.
Il motto ‘tutto è lecito in amore e guerra’ è stato creato dalle sue energie, spiegando adeguatamente che l’interesse personale è di più che l’avvolgersi in lussi o essere circondati da odori piacevoli e sapori e dolci.
Si tratta di sentirsi bene dentro, a spese degli altri, se necessario, di soddisfare le proprie voglie e desideri in qualsiasi loro forma.
È per questo che i testi del 17 ° secolo enfatizzano che governa tutte le cose deliziose e piacevoli per gli occhi, ma i riferimenti alla sua ‘istigazione a giocare’ non sono mai lontani.

Qual è allora la vera natura di Venere – dolce fanciulla innocente femme fatale?
Entrambi, naturalmente, perché qui stiamo parlando di femminilità, che i classicisti hanno capito che non poteva essere compresa, dal momento che è complessa, mutevole, indefinibile e non conosce frontiere.
‘Femminile’ la parola rappresentativa di ciò che è caotico e indefinito: non è a fuoco, ma totalmente cosciente in tutte le direzioni, circolare non lineare, arrotondato poco nitido.
La sua influenza non può essere contenuta, ma filtra attraverso tutto, collega tutto e riconosce tutto, spesso in modo che non può essere verbalizzato o logicamente espresso.
Venere è emozione, desiderio e attrazione, ma un aspetto di questi è l’amore.
L’amore stesso è al di là della definizione nella sua causa ed effetto, e chiunque tenti di definirlo in altro modo che semplicemente la più potente e motivante forza conosciuta al genere umano, presume di capire molto di più sulla natura di Venere di quanto ne saprà mai veramente.