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Significato Eclissi Lunare: in questo nuovo articolo dedicato all’approfondimento dei temi legati ai Significati Dell’eclissi di luna come :  

  • l’eclissi di luna dal punto di vista astronomico
  • il significato astrologico dell’eclissi lunare
  • il significato magico dell’eclissi lunare
  • …e molto altro!

se vuoi conoscere di più e approfondire subito i temi legati al significato dell’eclissi lunare di oggi inizia subito la lettura!

significato eclissi lunare

significato eclissi lunare

capitolo 1

introduzione all'eclissi lunare

il fenomeno ottico dell’eclissi sia essa lunare o solare  per la sua rarità e spettacolarità, ha sempre colpito e affascinato l’immaginario collettivo, tanto da essere spesso coinvolta in numerose leggende, miti, superstizioni – credenze popolari e profezie.

  • Quanto c’è di vero e di falso in questo miti?

per scoprilo occorre iniziare a comprendere lo studio dell’eclissi nei suoi aspetti fenomenologici scientifici e astronomici…

capitolo 2

cos'è l'eclissi lunare

Un’eclissi lunare è un fenomeno ottico durante il quale l’ombra della Terra oscura del tutto o parzialmente la Luna, mentre questa è nella sua fase di massimo splendore (luna piena).

Proprio per questo motivo a livello astronomico e astrologico si viene a configurare  un allineamento quasi perfetto tra sole, terra, e luna (seguendo esattamente l’ordine proposto) dove il sole e la luna si presentano esattamente agli antipodi, rispetto a una visione Geocentrica (osservando il fenomeno dalla terra)

Questo Accade poiché la luce della luna non è la luce naturale del satellite (essendo un planetoide roccioso), ma è piuttosto la luca solare (una stella) che viene riflessa dalla superfice lunare e colpisce la terra, esattamente come potrebbe accadere nel caso di una luce riflessa da uno specchio.

Frapponendo un terzo elemento tra lo specchio e la sorgente luminosa (in questo caso la terra), si può avere una riduzione parziale o quasi totale della sorgente luminosa, la base di questo fenomeno inoltre è lo stesso che determina le fasi della luna :

  • luna nuova
  • crescente
  • piene
  • calante
grafico eclissi lunare
dal grafico si possono notare luna e sole (cerchiati in rosso) in coordinate opposte

A causa di questa combinazione di fattori Si possono avere diversi tipi di eclissi di Luna:

a seconda che la Luna entri totalmente (eclissi totale) o parzialmente (eclissi parziale) nel cono d’ombra, totalmente o parzialmente nel cono di penombra (eclissi penombrale).

Tuttavia siccome gli effetti della luna non sono solo influenzati dalla posizione del satellite rispetto alla terra, ma anche dalla luminosità della stessa, pensiamo alla spermatogenesi di alcuni pesci e coralli in concomitanza del plenilunio, agli effetti delle fasi lunari su fiori, piante  e insetti ma anche agli effetti sulla psiche animale e dell’uomo, le scienze esoteriche come l’astrologia hanno trovato “significato all’eclissi lunare”

capitolo 3

significato eclissi lunare tra magia e astrologia

lo studio dell’eclissi lunare dal punto di vista esoterico e astrologico, è un passaggio complesso poiché richiede l’attenta analisi della simbologia esoterica riferita all’astro lunare, ma anche all’astro solare e alla terra stessa.

luna e sola alchemici

Se prendessimo spunto dall’alchimia quanto dall’astrologia e dalle simbologie iniziatiche troveremmo ad analizzare in primo luogo la terra, come intermediario del sistema, l’io della persona, l’ego al centro dell’universo e il sale filosofico che normalmente si pone come legante dello zolfo e dell’argento filosofici che possono essere rappresentati anche le simbologie Solari (zolfo) e Lunari (luna), dove:

  • il sole rappresenta la luce diurna, la polarità maschile (nel sistema moderno), l’agente attivo, il pensiero analitico e razionale, la religione, l’istituzione e il governo,  l’oro
  • la luna rappresenta la luce notturna o la notta, polarità femminile(nel sistema moderno), l’egente recettivo, il pensiero artistico emotivo, la spiritualità, l’occulto e la magia, l’argento
  • la terra rappresenta, l’io, l’egente legante il sale dei filosofi, il qui e ora

Ogni forma di eclissi rappresenta una rottura degli schemi e degli equilibri di questa “tricotomia”, dove un elemento tende a prevalere sul suo agente “complementare” fino a diventarne l’opposto, e a ignorare l’elemento coesivo.

Nel caso dell’eclissi lunare in particolare troviamo queste due forze agire in netto contrasto, causando disordine e anarchia delle classi, proprio per questo motivo nel quadro le eclissi lunari hanno effetti che riguardano soprattutto la collettività e la sfera dell’inconscio, causando ondate alle volte anche di anarchia e insurrezione , dettate più da sentimenti subconsci piuttosto che da pensieri razionali e speculativi, ovviamente a seconda dei pianeti coinvolti e dal tipo di eclissi, anche il quadro personale può subirne gli effetti, dove il fenomeno astronomico può fungere da trigger, catalizzatore, o interruttore per configurazioni natali e/o celesti latenti, coinvolgendo anche la sfera della forze occulte più vicine alla persona, tanto da essere in grado di “annullare” le previsioni Oracolari, gli effetti di benedizioni, malocchi e sigilli,  e protraendo invece i propri effetti anche per più di 6 mesi se il fenomeno eclittico è di rilevante importanza.

capitolo 4

l'eclissi lunare nella mitologia antica

per queste sue sue caratteristiche importanti e non trascurabili, l’eclissi lunare è entrata anche nell’immaginario di molti miti indoeuropei, sia come presagio di sventura o come buon auspicio :

l’eclissi Nella Tradizione Vedica

Śrīla Prabhupāda nella traduzione dei suoi testi, spiega che secondo la tradizione Vaisnava, L’orbita terrestre coinvolgerebbe l’ellittica di due planetoidi: La Luna e il Pianeta Rahu. Sempre secondo le sue tradizioni Rahu, sarebbe un pianeta “oscuro” che rappresenta i canoni dell’anarchia e dell’irreligione e sarebbe il responsabile delle eclissi solari e lunari , momenti particolari in cui “i demoni” chiamati Asura, proverebbero a prendere il controllo del pianeta Terrestre

l’eclissi e Lilith

secondo alcune tradizioni rabbiniche (antiche) minori , i fenomeni di oscuramento di luna e sole troverebbero significato nell’azione di Lilith (già presente come pseudo pianeta all’interno dello studio astrologico) Dea o Demone a capo di Fenomeni Occulti e Anarchici

l’eclissi nel mondo egizio

Nel mondo egiziano  le eclissi dovevano essere osservate e studiate ed è stato supposto che le conoscenze di Talete – il quale, secondo Erodoto e Cicerone, avrebbe scoperto le cause delle eclissi – siano frutto di un lungo soggiorno in Egitto del filosofo ionico.
È certo,  che i sacerdoti egiziani al seguito di Alessandro il Grande, conoscessero le reali cause dell’eclisse di Luna da loro osservata lungo il Tigri, prima della battaglia di Arbela, anche se, per Curzio Rufo che descrive l’episodio: “essi non rivelarono alla folla la scienza che avevano acquisita” e interpretarono il fenomeno come un prodigio favorevole al condottiero macedone.

significato eclissi lunare nel mondo greco romano

Nel mondo greco, secondo la tradizione più diffusa  Talete avrebbe per primo chiarito la ragione delle eclissi (Più presumibilmente, la scoperta va attribuita ad Anassagora, attorno alla metà del V secolo a.C. Le più perfezionate teorie sul moto del Sole e della Luna risalgono però a Ipparco II secolo a.C.).

Se in Omero l’eclisse è una “morte” dell’astro, da un passo di Plutarco (De facie in orbe lunae, 931) sappiamo che per altri poeti vissuti tra il VII e il V secolo a.C., Mimnermo, Archiloco, Stesicoro e Pindaro, l’astro era “tolto”, “rubato” al cielo. Secondo una diffusa superstizione, antica quanto i miti “lunari” di Circe e di Medea (figlie di Hecate-Luna), durante le eclissi la Luna era vittima di sortilegi, di procedimenti magici grazie ai quali le donne di Tessaglia, maghe espertissime, erano in grado di “attrarre”, di “tirar giù” l’astro dalle regioni celesti.

Questa credenza popolare appare in un passo di Aristofane (Le nuvole, V, 748-752) in cui Strepsiade spiega a Socrate come ha immaginato di rinviare la fine del mese, per non pagare i suoi debiti: “Se comprassi una maga tessala e se di notte facessi scendere la Luna e la chiudessi in un astuccio rotondo, come uno specchio, e la tenessi ben guardata?”

L’erudito autore di alcuni commenti agli Argonautica di Apollonio Rodio (III, 533) che cita molte opere per noi perdute, giudica molto antica questa superstiziosa convinzione e asserisce: “Apollonio fa allusione al mito… delle maghe che facevano discendere la Luna: alcuni chiamavano le eclissi di Sole e di Luna discesa (kathàiresis) degli dei… così fino all’età di Democrito, molti chiamavano le eclissi kathàiresis“: Plinio (Naturalis Historia, XXX, 7) ricorda un titolo, La donna di Tessaglia, dato da Menandro (IV secolo a.C.) “a una commedia che rappresentava le cerimonie misteriose che compivano le donne per far discendere la Luna”

Considerate in Roma un prodigio, registrate con ogni probabilità nelle Tabulae che i Pontefici redigevano ogni anno, le eclissi furono studiate e predette, già dal II secolo a.C., da Sulpicio Gallo, il primo vero astronomo romano, che dovette utilizzare tutte le teorie in precedenza elaborate nell’ambito della cultura greca.

Se in Omero l’eclisse è una “morte” dell’astro, da un passo di Plutarco (De facie in orbe lunae, 931) sappiamo che per altri poeti vissuti tra il VII e il V secolo a.C., Mimnermo, Archiloco, Stesicoro e Pindaro, l’astro era “tolto”, “rubato” al cielo. Secondo una diffusa superstizione, antica quanto i miti “lunari” di Circe e di Medea (figlie di Hecate-Luna), durante le eclissi la Luna era vittima di sortilegi, di procedimenti magici grazie ai quali le donne di Tessaglia, maghe espertissime, erano in grado di “attrarre”, di “tirar giù” l’astro dalle regioni celesti.

Questa credenza popolare appare in un passo di Aristofane (Le nuvole, V, 748-752) in cui Strepsiade spiega a Socrate come ha immaginato di rinviare la fine del mese, per non pagare i suoi debiti: “Se comprassi una maga tessala e se di notte facessi scendere la Luna e la chiudessi in un astuccio rotondo, come uno specchio, e la tenessi ben guardata?”

L’erudito autore di alcuni commenti agli Argonautica di Apollonio Rodio (III, 533) che cita molte opere per noi perdute, giudica molto antica questa superstiziosa convinzione e asserisce: “Apollonio fa allusione al mito… delle maghe che facevano discendere la Luna: alcuni chiamavano le eclissi di Sole e di Luna discesa (kathàiresis) degli dei… così fino all’età di Democrito, molti chiamavano le eclissi kathàiresis“: Plinio (Naturalis Historia, XXX, 7) ricorda un titolo, La donna di Tessaglia, dato da Menandro (IV secolo a.C.) “a una commedia che rappresentava le cerimonie misteriose che compivano le donne per far discendere la Luna”.

Nella letteratura latina sono numerosissimi i passi che attestano lo stesso convincimento circa le eclissi, di Luna come effetto di incantesimi magici che possono distogliere l’astro dalla sua vita celeste e attirarlo sulla terra. Virgilio (Bucoliche, VIII, 69) sa che i “carmi possono tirar giù (deducere) la Luna dal cielo” e Orazio (Epodi, V, 45-46) ricorda la riminese Folia “quella che con i suoi tessali incantesimi / tira giù gli astri e la Luna”. Tibullo (I, 8, 21-22) afferma che “gli incantesimi tentano di far discendere la Luna dal suo carro”. Nell’omonima tragedia di Seneca (vv. 750-752), Medea così si rivolge alla Luna: “E ora, evocata dai miei incantesimi, vieni, o astro delle notti, con il tuo aspetto più sinistro e la minaccia della tua triplice fronte”. Silio Italico (VIII, 498-501), infine, ricorda che fu Angizia “la prima che fece conoscere le piante velenose, imparò a domare col tocco i veleni, a staccare la Luna dal cielo, a fermare il corso dei fiumi”.

Plinio ricorda che prima della scoperta delle cause naturali del fenomeno gli uomini “credevano la Luna vittima di malefìci” e le venivano in aiuto con ogni sorta di rumori. Lo scopo doveva essere quello di liberare l’astro dall’influsso delle parole magiche, di impedire che queste arrivassero fino ad esso. È forse possibile però un’altra interpretazione dei “rumori dissonanti” che i Romani producevano durante le eclissi di Luna. Luna laborat: “la Luna soffre, prova pena” era l’espressione più comunemente usata dagli scrittori latini. Nei rumori originati per venire in aiuto all’astro può essere visto un tentativo analogo a quello compiuto, anche in epoche recenti, dai popoli più diversi (dagli indigeni delle Salomone agli Eschimesi, dai Mauritani ai Cinesi e agli Indonesiani, dagli antichi Peruviani alle tribù dell’America settentrionale) i quali ritenevano, producendo suoni acuti, di spaventare il “mostro” che minaccia di divorare (o sta divorando) la Luna.

Che nei primordi della loro storia i Romani abbiano avuto un mito circa un mostro divoratore della Luna e che abbiano fatto ricorso alla stessa reazione rituale è probabile per quanto di ciò non resti traccia nei testi letterari. Anche in area assiro-babilonese, del resto uno dei rituali religiosi più importanti durante le eclissi di Luna era il suono del timpano sacro, accompagnato da lamentazioni fino al termine del fenomeno, fino a quando la luce non fosse tornata. Possediamo anche descrizioni di un cerimoniale cinese risalente a quattro millenni a.C.; accanto ad altri riti, si percuoteva violentemente un tamburo “per liberare l’astro” dal cane o dal drago che lo stava divorando.

Nello spirito romano, comunque, non dovevano sussistere tracce del mito (evidentemente non solo indoeuropeo) del mostro divoratore della Luna e, almeno a partire dal I secolo a.C, i rumori rituali provocati dai Romani durante le eclissi di Luna erano destinati a combattere l’effetto di incantesimi piuttosto che a mettere in fuga un qualche mostro divoratore dell’astro. Lo dimostrano i versi in cui Tibullo (1,8,21-22) afferma: “l’incantesimo tenta di trarre giù la Luna dal suo carro / e la trarrebbe senza il rumore dei bronzi percossi”.

Le cause delle eclissi di Luna, come si è detto, erano state indagate nel mondo greco a partire dal V secolo e, a Roma, almeno dal II secolo a.C. Ai soldati romani che, durante l’eclisse di Luna nella notte tra il 21 e il 22 giugno del 168 a.C. “si misero a battere oggetti di bronzo e alzarono verso il cielo tizzoni e torce in grande quantità” fu Sulpicio Gallo a chiarire le origini naturali del fenomeno (Plinio, II, 53). Eppure, a livello di religiosità popolare, nonostante le spiegazioni astronomiche del fenomeno, le eclissi di Luna continuavano a restare cariche di significati nefasti e identiche rimasero le reazioni rituali. Così Tacito (Annali, I, 28) ricorda l’eclisse di Luna verificatasi nella notte tra il 26 e il 27 settembre del 14 d.C. in Pannonia: “si vide infatti oscurarsi improvvisamente la Luna nel cielo sereno. I soldati, ignari della causa di tale fenomeno, interpretarono l’avvenimento come presagio della sorte presente, paragonando l’impallidire dell’astro ai propri travagli e ritenendo che avrebbero conseguito il successo nell’azione intrapresa se la dea fosse riapparsa nel suo fulgido splendore. Fanno dunque strepito con cimbali, tube e corni, presi dal giubilo e dall’angoscia a seconda che la Luna diviene più luminosa o più oscura; e quando infine le nubi levatesi ne impedirono la vista e fu creduta sepolta nelle tenebre, facili come sono le menti alla superstizione, quando siano a un tratto colte dal timore, scoppiano in lamenti pronosticando eterni travagli e l’ostilità degli dei ai loro misfatti”

l’eclissi nel medio evo

Da un’omelia di S. Massimo, vescovo di Torino, sappiamo che gli stessi cristiani non si erano ancora liberati da questa superstizione nel V secolo d.C. e numerosi altri testi ricordano i clamores e rumores fatti in Occidente, ancora in età medievale, durante le eclissi di Luna. Il filo che lega l’umanità a questa primordiale superstizione, a questo rituale primitivo e assai diffuso scende però ben più giù, ben oltre il Medio Evo, sino ai nostri giorni.

http://www.antiqui.it/archeoastronomia/eclissi.htm

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