Letteratura antica e medievaleLetteratura e narrativaLibriDe Quinta Essentia: La Quinta Essenza di Jean de Roquetaillade

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Jean de Roquetaillade; Marcolès, 1310 circa, è stato un frate francescano spirituale occitano del XIV secolo, visionario e autore di commentari a testi profetici, nonché di testi di alchimia. Passò quasi tutta la vita in carcere, prima nei conventi francescani e poi nel carcere della corte papale di Avignone. Nonostante ciò, i suoi testi conobbero una circolazione sorprendente, e già pochi decenni dopo la loro redazione vennero tradotti in francese, catalano, italiano, castigliano, inglese medievale, ceco, tedesco e altre lingue del tempo.Sicuramente la principale attività di Giovanni di Rupescissa fu la scrittura. Dalla lettura delle sue opere abbiamo notizia di molti titoli. Soltanto una piccola parte di queste opere è giunta fino a noi, solitamente attraverso la testimonianza di pochissimi manoscritti. Possiamo elencare le seguenti opere di Giovanni di Rupescissa di argomento profetico o apocalittico:- Commentum in oraculum beati Cyrilli (1345-49)- Liber Secretorum Eventuum (1349)- Sexdequiloquium (1352/53)- De oneribus orbis (1354/55): commentario della profezia “Vae mundo in centum annis” composta forse dal catalano Arnaldo da Villanova- Liber Ostensor (1356)- Vade mecum in tribulatione (1356)- Tre lettere.Moltissime sono le altre opere di Giovanni di Rupescissa, ora perdute: di esse conosciamo soltanto i titoli.Giovanni di Rupescissa non fu soltanto veggente e commentatore di profezie: il suo nome viene citato anche nella storia dell’alchimia. Sono soltanto due le sue opere di alchimia giunte fino a noi: un trattato De quinta essentia e il Liber lucis. Queste opere conobbero una diffusione sicuramente maggiore rispetto alle opere “profetiche”: si conoscono circa duecento manoscritti del De quinta essentia, il Liber lucis venne tradotto in inglese, italiano, tedesco e catalano nel XV secolo, e ancora in francese, svedese e ceco nel XVI. Entrambe le opere furono anche pubblicate a stampa nel XVI secolo.Il trattato De quinta essentia si colloca a metà strada tra l’alchimia e la farmacia: è infatti dedicato soprattutto alla ricerca della «cosa creata, opportuna all’uso degli uomini, che possa preservare dalla putrefazione il corpo che è soggetto a corruzione». Per raggiungere questo obiettivo, grande importanza rivestono i medicamenti a base di alcool, preparati secondo la teoria dei quattro elementi, delle complessioni e dei temperamenti umorali, mediante distillazioni ripetute di sostanze di origine organica.questa versione del de quinta Essentia si ispira a una delle stampe del 1500.


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Descrizione


Jean de Roquetaillade; Marcolès, 1310 circa, è stato un frate francescano spirituale occitano del XIV secolo, visionario e autore di commentari a testi profetici, nonché di testi di alchimia. Passò quasi tutta la vita in carcere, prima nei conventi francescani e poi nel carcere della corte papale di Avignone. Nonostante ciò, i suoi testi conobbero una circolazione sorprendente, e già pochi decenni dopo la loro redazione vennero tradotti in francese, catalano, italiano, castigliano, inglese medievale, ceco, tedesco e altre lingue del tempo.Sicuramente la principale attività di Giovanni di Rupescissa fu la scrittura. Dalla lettura delle sue opere abbiamo notizia di molti titoli. Soltanto una piccola parte di queste opere è giunta fino a noi, solitamente attraverso la testimonianza di pochissimi manoscritti. Possiamo elencare le seguenti opere di Giovanni di Rupescissa di argomento profetico o apocalittico:- Commentum in oraculum beati Cyrilli (1345-49)- Liber Secretorum Eventuum (1349)- Sexdequiloquium (1352/53)- De oneribus orbis (1354/55): commentario della profezia “Vae mundo in centum annis” composta forse dal catalano Arnaldo da Villanova- Liber Ostensor (1356)- Vade mecum in tribulatione (1356)- Tre lettere.Moltissime sono le altre opere di Giovanni di Rupescissa, ora perdute: di esse conosciamo soltanto i titoli.Giovanni di Rupescissa non fu soltanto veggente e commentatore di profezie: il suo nome viene citato anche nella storia dell’alchimia. Sono soltanto due le sue opere di alchimia giunte fino a noi: un trattato De quinta essentia e il Liber lucis. Queste opere conobbero una diffusione sicuramente maggiore rispetto alle opere “profetiche”: si conoscono circa duecento manoscritti del De quinta essentia, il Liber lucis venne tradotto in inglese, italiano, tedesco e catalano nel XV secolo, e ancora in francese, svedese e ceco nel XVI. Entrambe le opere furono anche pubblicate a stampa nel XVI secolo.Il trattato De quinta essentia si colloca a metà strada tra l’alchimia e la farmacia: è infatti dedicato soprattutto alla ricerca della «cosa creata, opportuna all’uso degli uomini, che possa preservare dalla putrefazione il corpo che è soggetto a corruzione». Per raggiungere questo obiettivo, grande importanza rivestono i medicamenti a base di alcool, preparati secondo la teoria dei quattro elementi, delle complessioni e dei temperamenti umorali, mediante distillazioni ripetute di sostanze di origine organica.questa versione del de quinta Essentia si ispira a una delle stampe del 1500.

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Autore

Giovanni da Rupecisa