Nemoralia - l'antica Festa del Templum Dianae

Questo nuovo articolo è dedicato allo studio e all’approfondimento della festa dei Nemoralia, l’antica festa del Templum Dianae, celebrata in Onore della Dea Diana Nemorense, sulle rive del Lago di Nemi!

In questo nuovo articolo potrai approfondire numerosi aspetti sul culto di Diana Nemorense  tra cui:

  • il culto a Diana Dea della Caccia
  • la festa delle torce al Lago di Nemi
  • il Tempio di Diana a Nemi
  • …e molto altro!

se vuoi conoscere di più sulle feste sacre alla Dea Diana inizia subito la lettura!

processione dei nemoralia
La sposa siracusana che conduce gli animali selvatici in processione al Tempio di Diana di Lord Frederick Leighton, 1866.

i Nemoralia e il Templum Dianae

capitolo 1

la festa dei Nemoralia

I Nemoralia, noti anche come il Festival delle Fiaccole o le Idi di Ecate, sono un festival di tre giorni originariamente celebrato dagli antichi romani alle Idi di agosto, 13-15 agosto, in onore della dea Diana.

Anche se i Nemoralia erano originariamente celebrati presso il santuario di Diana al lago di Nemi, divenne presto più ampiamente celebrato.

L’origine di tale Festa rimane tutt’ora incerta, l’ipotesi più comune è che la data possa coincidere con la Fondazione di Ariccia, sebbene la fondazione della stessa secondo Filippo Cluverio possa essere il  2752 a.C. , una data di molto antecedente alla cultura Etrusca, il cui stile è presente in forma determinante nelle costruzioni del complesso architettonico del tempio, mentre la tradizione antica ha fatto risalire la fondazione della città al figlio del mitico fondatore di Atene Teseo, Ippolito detto Virbio, o al comandante siculo Archiloco.

Tuttavia, numerosi reperti antecedenti al periodo etrusco, e la presenza di numerose divinità Faunistiche Primitive, come la famosa Cynthia Fanum, da cui ebbe il nome poi la moderna città di Genzano (affacciata sempre sul lago Nemorense), inclusa poi insieme al proprio culto tra le ninfe di Diana Nemorense, lasciano intendere la presenza di un culto Mistico primitivo, celebrato tra i Boschi – Nemus adiacenti Ariccia,  su cui sarebbe poi sorta la città di Nemi (dei Boschi).

Il poeta romano Ovidio descrisse lasciando una traccia importante delle celebrazioni:

“Nella valle Arriciana,c’è un lago circondato da foreste ombrose,ritenute sacre da una religione fin da tempi antichi…

Su un lungo recinto siepe appesi pezzi di fili tessuti,e iscrizioni assiemeaggraziatamente posti qual doni alla Dea.

Spesso una donna le cui preghiere sono state ascoltate da Diana,con una corona di fiori a coprire il capo,cammina da Roma portando una torcia accesa..

Lì un ruscello fluisce gorgogliando dal suo letto roccioso…”

lago di nemi e genzano quadro di John Robert Cozens
lago di nemi e genzano, quadro di John Robert Cozens

Nella Notte dei giorni Sacri i fedeli formavano una processione di torce e candele attorno alle acque del Lago di Nemi ,conosciuto anche come Specchio di Diana, a centinaia si radunavano insieme al lago, indossando ghirlande e corone di fiori.

Secondo Plutarco, parte del rituale (prima della processione attorno al lago) consisteva nel lavarsi i capelli e adornarli di fiori.

Era considerato giorno di riposo per le donne e gli schiavi. I cani da caccia erano adornati e vestiti con boccioli floreali. I viaggiatori che si spostavano dalle sponde nord e sud del lago venivano trasportati da piccole barche illuminate dalle lanterne.

Simili lanterne erano utilizzati dalle Vergini Vestali e ne sono stati ritrovati esemplari che mostrano immagini della Dea Diana sul lago Nemi.

il tempio di Diana

il Tempio di Diana era il punto focale della processione e del rituale della festa, un complesso sito affacciato sul lago di Nemi costruito a ridosso dei monti e del “Nemus” (i boschi).

L’origine della prima fondazione del tempio è probabilmente antecedente al periodo etrusco, tuttavia, la pianta del sancta sanctorum suggerisce di un’importante fondazione etrusca del sito, che fungeva sia da tempio ma anche da importante osservatorio astronomico e augurale.

Successive sono le espansioni e le “navate” esterne, insieme alla piazze, i mosaici e le camere degli exvoto, e tutte le aree “pubbliche” che testimoniano quanto fosse sentita l’attività del Tempio.

Il tempio era anche la Residenza del Rex Nemorensis, una figura sacerdotale  atipica e quasi indipendente rispetto alla figura del Pontifex romano.

il Rex Nemorensis

La figura del Rex Nemorensis è forse la figura sacerdotale più atipica del mondo Greco-Romano, la cui tradizione insieme ai fasti dei Nemoralia, sembrano molto lontani alla ritualistica tradizionale dei culti Italici.

La figura del Rex è una figura ammantata di mistero, tale da giustificare la presenza di un culto Iniziatico all’interno delle attività del tempio di Nemi.

il Rex Nemorensis è il “Re”, la figura di rilievo che presiede alla festa e al corretto svolgimento delle festività dei Nemoralia, tuttavia egli è anche il sovraintendente del tempio e del Bosco sacro intorno ad esso, e la sua ascesa al ruolo è ottenuta solo tramite l’omicidio del predecessore (secondo il mito), quasi a rievocare il mito di Urano e Giove e l’uccisione del padre per ascendere al trono.

Tuttavia egli è anche un fuggitivo, un ladro, uno straniero e non un indigeno, quasi come la maggior parte delle figure mitiche dell’età del rame e delle prima età del bronzo dove lo sposo della regina (in questo Caso la Dea) deve provenire da un “clan” esterno, tale da poter garantire nuova forze e vigore alla tradizione locale, tuttavia è anche l’unico individuo a cui viene concesso l’accesso al sancta sanctorum e alle conoscenze più “riservate” del culto locale, una figura mitica che evoca i lontani Eroi del mito e gli antichi Sacerdoti Re Guerrieri dei culti indoeropei.

capitolo 2

il Simbolismo della Festa

Per secoli si è creduto che il culto della festa del Templum Dianae i  Nemoralia, fosse di tipo Lunare, proprio per la sua celebrazione crepuscolare, tuttavia il celebrarsi in una data cosi specifica, lontana a quella dei moti lunari, e la similitudine a molte altre celebrazioni indoeuropee, lascia presupporre che i Nemoralia fossero una sorta di “capod’anno” primitivo, in cui le popolazioni si riunivano la notte per due principali motivi :

  • il primo più probabile, era per il caldo intenso dei Giorni della canicola che caratterizzava il periodo nella regione mediterranee.
  • il secondo sempre in relazione al Primo, è che di notte, anche attraverso lo specchio d’acqua fosse possibile osservare meglio i transiti dei corpi celesti, in particolare il Transito di Sirio,  (la stella del cane di Orione) la stella della canicola, e i transiti dell’Orsa Maggiore (la costellazione che rappresenta Diana – Artemide sul carro da caccia)

A sostegno di tali ipotesi troviamo molte analogie in altre popolazioni mediterranee o indoeuropee, che basandosi sul transito degli astri riuscivano a determinare l’inizio del computo Annuale, come in Egitto ad agosto sempre sui transiti di Sirio, per lo studio delle piene del Nilo, in Irlanda dove l’inizio della stagione estiva (Beltane) determinava l’inizio della stagione dei pascoli, Ecatombeone in Grecia, e sempre nel territorio di Ariccia il 15 agosto segnava l’inizio della stagione della caccia, tanto che tutti i cacciatori Latini si riunivano alle celebrazioni a Diana, prima della stagione venatoria, chiedendo il “permesso” alla Dea di poter cacciare gli animali che le appartenevano.

orsa maggiore nei cieli estivi durante la festa dei nemoralia
come appare l’orsa maggiore in estate

Le ultime celebrazioni terminarono con la salita al potere del Imperatore (tiranno) Caligola, che per noia o forse per divertimento fece uccidere il contemporaneo Rex Nemorensis (sacerdote di Diana nemorense) e sostituì al culto di Diana, un culto Sadico – orgiastico dedicato all’ Iside Romana, sulle due navi tempio che affondarono in circostanze misteriose…
(le quali dopo essere state ritrovate a inizio ‘900 bruciarono in un nuovo misterioso incendio…)

foto della nave tempio di caligola al museo della navi di nemi
la nave tempio di Caligola
capitolo 3

i Nemoralia e il Templum Dianae oggi

Oggi la fesa dei Nemoralia e del Templum Dianae, viene rievocata dalle diverse associazioni culturali e/o religiose che risiedono sul suolo italiano e anche oltre i confini del continente Europeo, in particolare nel Paese di Nemi durante le giornate di agosto in particolare il periodo che precede il ferragosto numerosi gruppi di Rievocazione storica si riuniscono per celebrare e ripotare sotto forma di spettacolo le antichi Idi di Diana o di Hecate.

Tuttavia il sito archeologico, e il paese di Nemi è sede di numerosi “pellegrinaggi” da parte dei diversi gruppi religiosi Wicca o che discendono da essa come i neopagani, o gruppi di stregoneria italiana, in particolare nel periodo estivo o durante la data storica dei Nemoralia e dei Templum Dianae: il 13 agosto.

La Dea Diana la dea della Stregoneria

Oggi la Dea Diana, l’antica Dea della caccia, dei boschi, dei monti, dei porti e dei ruscelli è conosciuta anche come la Dea “Matrona” delle streghe e della stregoneria.

Non si conosce con esattezza il periodo storico in cui tale epiteto le sia stato attribuito, e se effettivamente anche nell’antica Roma godesse dello stesso appellativo, o se si tratta di una semplice superstizione o di un errata interpretazione storica o popolare, ma è comunque possibile che tale fama le possa essere stata attribuita anche grazie all’inteso fascino che il culto di Nemi era in grado Evocare:

come la Figura oscura e particolarmente evocativa del Rex Nemorensis, Un Re – Sacerdote sempre armato di coltello pronto a sfidare ed essere sfidato da un pretendente, schiavo fuggitivo, destituito solo attraverso un rituale iniziatico e violento; o come la natura mistica ed iniziatica delle festività dei Nemoralia, o ancora l’opera divinatoria oracolare svolta all’interno del Tempio insieme alle attività di tipo termale e terapeutico, testimoniate dall’immenso numero di reperti archeologici oggi custoditi nel museo delle Navi di Nemi.

La natura di tale ritualità così semplice, tribale e primitiva era talmente intensa da essere percepita a livello viscerale da ogni testimone, e in grado di suscitare una “tensione iniziatica” come pochi culti ancora oggi sono in grado di evocare.

Forse anche l’entusiasmo suscitato da alcuni scrittori come Leland, nel suo vangelo delle streghe, o Frazer nel suo Ramo d’oro, ha contribuito nel corso dei secoli a consacrare la figura di Diana a “Regina” delle streghe, tale che oggi le figure più iconografiche ed evocative che rimandano a tale figura come la Befana, o S. Lucia vengono accostate alla figura di Diana – Artemide, dea che fin dal passato ha acquisito all’interno del suo “culto” numerose Dee sotto forma di Ninfe…

riferimenti sitografici:

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