Litha, identificato nella ruota dell’anno Neo-pagana, come la festa del solstizio d’estate (il 21 Giugno) è probabilmente una festa di origine anglo-sassone, già menzionata nel libro
de tempora ratione” scritto dal monaco Beda il Venerabile.

litha
“qui sono, qui ritornerò”

il solstizio d’estate, “litha”

Il solstizio (dal latino solstĭtĭum, composto da sōl, «Sole», e sistĕre, «fermarsi») d’estate è in astronomia il momento in cui il sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima.

L’impressione del “fermarsi” del sole è dovuta al fatto che in corrispondenza dei solstizi la variazione della declinazione è molto lenta a differenza degli equinozi in cui la variazione della declinazione è più significativa.
il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel mese di giugno (segnando l’inizio dell’estate boreale e dell’inverno australe) e il valore massimo di declinazione negativa in dicembre (marcando l’inizio dell’inverno boreale e dell’estate australe).

Il solstizio ritarda ogni anno di circa 6 ore rispetto all’anno precedente (5h 48min 46s) e si riallinea forzosamente ogni quattro anni in corrispondenza dell’anno bisestile, introdotto proprio per evitare la progressiva divergenza delle stagioni con il calendario.
A causa di tali variazioni può capitare che i solstizi cadano il 20 o il 21 giugno.

storia del solstizio d’estate

solstizio d'estate
una veduta del solstizio d’estate a stonehenge

la festa del solstizio d’estate, fin dall’antichità è una festa che ha saputo incantare con la sua magia e la sua particolarità, l’immaginario di tutte le popolazioni, indipendentemente dalla latitudine e dal continente in cui esse si trovassero.

la particolarità di essere “universale”, si contraddistingue per i suoi aspetti astronomici fortemente legati al moto solare, e  quindi ampiamente osservabili anche in epoche remotissime come ad esempio il neolitico, dove numerosi altari-tempio, legati alla tradizione del solstizio, sono stati ritrovati in tutto il mondo.

Proprio per la “magia” del sole che apparentemente si ferma, la durata del giorno maggiore a quella notte, e la sua ricorrenza ciclica, è probabile che in molte culture antiche la festività di “litha” fosse la forma di primo capodanno, e quindi fosse una festività importantissima in grado di determinare le prime forme di calendario lunisolare.

come festività viene ancora oggi celebrata in tutto il mondo, nell’ambiente cattolico e folkloristico, viene denominata come festa di San Giovanni (o nascita di san Giovanni, Sait John eve).

la festa celtica del solstizio d’estate

lough gur
cerchio di pietre dedicato alla Dea Áine, chiamato anche bocca di Drago.

in Irlanda, sopravvive un’antica festività di origine pre-celtica, celebrata in corrispondenza del solstizio d’estate, viene calcolata in base al cerchio di pietre ad essa associata.

La festività è in onore della Dea Áine, sovrana del Sole delle fairies, dei draghi e del fuoco  figlia di Egobail , associata all’amore e accompagnata da un cavallo rosso.

dea di litha
dea àine, la Regina del Sole

in onore di questa Dea, durante la notte solstizio d’estate vengono indette delle processioni di fiaccole, che terminano  al suo cerchio di pietre, inoltre come atto propiziatorio alla mietitura del grano, durante il giorno prati vengono potati in onore della Dea.

“Venivano dal tumulo delle fate con Éogabaill figlio di Durgabul Re del tumulo Sidhé, dopo di loro è arrivata Aine figlia di Éogabaill con un timpano di bronzo in mano che suonava davanti a lui … che dà il nome che si trova sulla collina che si chiama Áine Chiliach ”
Cath Maige Mucrama.

la festa di San Giovanni

gilgio di san giovanni
giglio di san giovanni, o detto anche giglio del fuoco, il fiore sboccia durante il solstizio d’estate.

La festa di San Giovanni che cade tradizionalmente il 23 giugno, è una delle feste più sentite il tutto il folklore italiano.
la festa viene tradizionalmente festeggiata con processioni di fiaccole, falò lunghi banchetti serali, e con il veglione di san Giovanni, dove i festeggiamenti si protraggono fino all’alba e dove si prende la rugiada in attesa di raccogliere le erbe tipiche di san Giovani:

  • iperico
  • artemisia
  • lavanda
  • ruta
  • aglio
  • salvia
  • rosmarino

Si distingue tra tutte la tradizione di Parma, dove la notte di san  giovanni vengono colte 13 spighe di Grano, avvolte in piccole fascine e poste dentro le abitazioni come rito propiziatorio di fortuna per tutto l’anno, inoltre vengono colte 13 noci e messe a macerare 6 mesi per la preparazione del nocino di San Giovanni, inoltre sulle colline vengono indette grandi tortellate (tortelli di erbette, conditi con burro e salvia e rigorosamente parmigiano, la ricetta originale è stata messe all’ indice dalla chiesa).

Nella tradizione di Borgotaro (parma) la notte viene anche nominata notte delle streghe, questo in attenzione alla crescita improvvisa ( a cerchio) di alcune specie fungine proprio durante la notte del solstizio, e per la comparsa di alcuni anelli ad opera delle spore dei funghi.

cerchio delle streghe
un cerchio delle streghe

la festa di Litha nella tradizione neo pagana

all’interno della tradizione neo-pagana sopravvive la festa di Litha, atta a simboleggiare il trionfo del sole sull’oscurità, sebbene nelle tradizioni antiche il sole fosse caratterizzato per le sue caratteristiche femminili ( mentre la luna era maschile), all’interno della ruota dell’anno neo pagana l’associazione solare rimante in stretta correlazione con gli elementi maschili delle nuove tradizioni patriarcali.

La festa viene celebrata bruciando incensi a base delle erbe tipiche di san giovanni, o bruciandole direttamente all’interno del falò, segue ovviamente la tradizionale agape rituale tipica del solstizio d’estate.


riferimenti sitografici:


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