quando parliamo di stregheria e di culti stregonici, inevitabilmente la nostra attenzione si sposta alle streghe di campagna,ai piccoli campanili rurali che spiccano tra i villici borghi delle colline italiane. Qui tra abiti e costumi vetusti, immaginiamo queste signore impegnate in una monotona e difficile vita in quell’oscura epoca che chiamiamo medioevo, immaginandola come prima epoca di un culto stregonesco che accolse in se usi e costomi antichi…
Tuttavia se parliamo di origini della stregheria, la risposta potrebbe deludere quanto stupire…

origini della stregheria,monatti
monatti durante la pesta nera

Le origini della stregheria secondo il pensiero moderno.

Oggi il termine “stregheria”, viene sopratutto utilizzato per differenziare una serie di pratiche e di culti che volutamente si vogliono distinguere dalle correnti di tradizione neo-pagana come la wicca, e le origini di tale culto vengono fatte risalire alle tradizioni italo-europee, con l’epiteto “stregheria italiana”.

Sebbene in molti storcano il naso innanzi il sostantivo stregonesco, immaginandolo come una mera invenzione recente, occorre sottolineare come gia negli annali dell’inquisizione di fine’500 il termine “stregheria” già compaia a identificare un culto eterodosso alla dottrina cattolica.
E’ proprio tra il ‘400 e il ‘600 dove è possibile trovare una delle più violente forme di caccia alle streghe e repressione alle stesse, un periodo oscuro dove le lunghe braccia del ramo secolare del ss. tribunale rivolsero la propria attenzione non più ai monaci eterodossi che minaciavano l’ecumenismo cattolico, ma a tutte quelle persone reduci di un oscuro passato, un oscuro retroscena culturale del 1300, che fu favorito in larga scala sia dai nobili quanto dalla classe sacerdotale europea, è proprio intorno al ‘500 che si formarono i primi miti e leggende nei confronti delle stregheria, dove in Italia si sostenne che che le streghe fossero seguaci di Diana, Giano, Eriodade, cibele o Giunone; idea probabilmente partorita dalla crescente e nuova classe aristocratica borghese, che giustificò l’assenza di tali sottoscrizioni nei documenti del ss.uffizio , con la distruzione dei documenti inquisitori, procedimento atto a promuovere una controtendenza all’embrione nascente del movimento dei lumi europei…

le origini della stregheria
Maghi e Streghe in un Manuale dell’Inquisizione del 1693

Quello che è sicuramente certo, è che in questa epoca, i poveri contadini oggetto di attenzioni da una parte dalla classe sacerdotale e nobiliare atte a reprimere la libertà acquisita a fine 1300, dall’altra classe umanista-aristocratica, infine convisero i poveri volgari a convincersi di appartenere o ai culti demonici, o a tradizioni più antiche di origine etrusca-romana…

Fu in questo scenario culturale dove i miti, le leggendi, le tradizioni e il folklore si fusero a formare una forma di spiritualità pseudo-animista del tutto simile alla santeria sud-america, dove preghiere e orazioni latine dedicate alla Madonna e ai santi si fusero all’iconografia del mondo classico occidentale (in italia) , tanto che questo “nuovo” culto impressionò l’aristocrazia borghese del periodo naturalista-vittoriano – appassionata di classicismo e sedute spiritiche – la quale divenne promotrice/divulgatrice di tale sub-cultura, tanto da arrivare a fondere comuni pratiche “iniziatiche” alla “Santeria Italiana”.

cerere-Diana ricorrente nell’iconografia moderna

L’anno 0 della stregheria

Se fu l’inghilterra vittoriana con i suoi “ludi da salotto” a dare impulso e il pontificarsi di miti su quella che fu la tradizioni folkloristica italiana, per trovare le vere origini di tutti quei culti che poi furono raggruppati sotto l’epiteto di stregheria occorre retrocedere di qualche secolo nella storia d’europa, nell’epoca più oscura del tardo medioevo, quando le tenebrose ali della morte giunsero sotto il nome di “morte nera” era l’anno 1347 e l’europa era sull’orlo “dell’apocalisse“.

Trionfo della morte -Palazzo Abatellis – Palermo.
tipica rappresentazione della morte nera.

le origini della stregheria nella “morte nera”

La peste nera misa in discussiono non solo l’autorità dei nobili sui contadini, ma iniziò a minare anche gli influssi del potere pontificio sui propri vassalli in tutta europa, gli astrologi e i medici non riuscivano a trovare nei moti di venere spiegazioni per la nuova pandemia, il chaos dilagava, nelle città il morbo uccise più persone che nelle campagne, e quando i cittadini si accorsero delle maggiori prospettive di vita tra i borghi di campagna, contaminarano migrando anche i piccoli paesi – nuclei produttivi dell’economia europea, tanto che la dove sorgevano campi, i boschi e la natura si ripresero ciò che gli apparteneva…

in questo clima la società,la politica, l’etica, la morale, lascienza e infine la religione fallirono misaramente, ogni uomo viveva la propria vita come se fosse l’ultimo giorno, iene e sciacalli era all’ordine del giorno e la depravazione sostituì l’etica e la morale comune; la dove esisteva fede furono indette oscure messe celebrate dagli stessi prelati che cedettero sotto le pressioni dei nobil’uomini che a stento volevano cedere il proprio patrimonio e il proprio potere, aggrappandosi infine alla più tetre forme di magia nera.

questo clima, come l’autoflagellazione, non fece altro che coadiuvare e dare nuovo impulso alla malattia che si propagò ovunque risparmiamndo solo Milano e Cracovia, in questo oscuro clima quando anche ormai le vane speranze negli oscuri dei della bibbia furono infrante, ci si volse infine verso il passato, la nei piccoli borghi dove sopravvivevano le antiche tradizioni degli antichi – questa fu la terribile vendetta che il potere di Roma dovette subire: fu la vendetta degli Anglo-sassoni e delle loro conoscienze erboristiche, fu la vendetta dei templi latini abbattuti da Costantino, fu la vendetta dei Catari e della loro morale, fu la vendetta dei Lituani contro le crociate teutoniche.

crociato teutonico.
nel 1200 durante le crociate teutoniche, i cavalieri sterminarono moltissimi lituani.

La chiesa e i nobili “responsabili” delle origini della stregheria

Infine (senza ammissione di colpa) il clero si dovette inginocchiare al sapere degli antichi, e con il benestare stesso della chiesa furono proprio “le guaritrici erranti” a curare i mali del tempo, così i villici abbadonarono i templi dell’uomo con la croce per acclamare a gran voce queste uomini e donne dall’antico sapere.

Conclusa la pestilenza nel 1353, l’europa dei poveri conobbe la propria identità: prima dove esistevano servi della gleba, proprietà dei nobili terrieri, ora esistevano lavoratori che potevano trattare il proprio salario e viaggiare liberamente. Gli uomini iniziarano a chiedere e a reclamare i propri diritti, sull’onda della magna carta anche in altri paesi europei si iniziò a voler pretendere una costituzione (monarchica).

Re Giovanni firma la magna carta.

questo era scomodo, era scomodo per i nobili che dovettero cedere alla pressioni di un salario e non di un pagamento di tasse, era scomodo per i vescovi che videro scemare la propria autorità, si rese necessario un intervento forte. Di comune accordo, il potere temporale autorizzò i processi della nuova inquisizione, non volta a sconfiggere gli scismi intestini alla chiesa ma indirizzata a sopprimere quei ribelli che pretendevano la loro libertà, così dopo l’interrogatorio furono i prefetti ad autorizzare nelle città (e non nei borghi) la soppressione di queste donne, di questi uomini a cui ci si rivolse per poter scampare ai mali dell’epoca…

Nicholas Eymerich di valerio Evangelisti – personaggio di fantasia Inquisitore domenicano

Furono questi gli anni delle “Origini della Stregheria”…

“Ricordiamo, rendendo “Grazie”, ai quanti che morirono, traditi solo per aver salvato l’umanità, traditi per aver salvato i propri cari, traditi e senza riconoscenza. Oggi è solo grazie al sacrificio di questi innocenti se l’europa è sopravvissuta al massacro dell’oscura falce. Grazie per la vostra memoria storica e per le origini della stregheria.”

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