spesso usati a sproposito dai neofiti, o da oeratori di “discutibile” erudizione, in molti casi  l’ invocazione e l’evocazione, costituiscono il fulcro centrale di moltissimi rituali di operazione magica.

Principali differenze tra invocazione ed evocazione.

solitamente all’interno della nomenclatura canonica, di stampo occultistico esoterico con i termini invocazione ed evocazione (fatte rare eccezioni) ci si rivolge a due pratiche ben distinte e spesso considerate agli antipodi.

Evocazione

il termine evocazione viene spesso volutamente tradotto dal latino “ex vocatio” , tradotto come “chiamare da”  (anche se la traduzioni più corrette potrebbero essere: “dalla chiamata” o “la chiamata”).
Viene spesso associata alla “chiamata di spiriti o potenze in un determinato luogo” o più precisamente “al di fuori del loro luogo di residenza”, inteso come “chiamare fuori”, proprio per questo tipo di traduzione alcuni sofisti, considerano l’atto di evocazione, un procedimento attraverso cui il magista esterna le proprie “potenze” chiamandole al di fuori di se stesso, tuttavia quest’ultima definizione, si contrappone alle scuole di tipo NecroMantico, le cui chiamate sono rivolte alle diverse nature degli spiriti. (Demoni, Defunti o Dei).

Invocazione

il termine invocazione, viene inteso invece come la costruzione delle parole “in vocatio”, che tuttavia trovano una reale e difficile traduzione congrua dal latino, e quindi si presuppune che il termine “in” sia il contrario di “ex”.
Il termine viene utilizzato per indicare un particolare tipo di operazione dove il magista o sacerdote, “invocando”, chiamano o richiamano potenze esterne a se stesso, con il fine di lasciarsi “guidare” o “possedere” da queste forze, o più semplicemente possederne le virtù…

 invocazione ed evocazione nella storia : Evocatio e Invocatio.

Tuttavia nonostate le traduzioni di tipo moderno, con il termine invocazione ed evocazione, (termini di origine latina) ci si riferiva a due rituali ben distinti: il rito di Evocatio e il rito di Invocatio (o epiclesi).

Evocatio

il rito di Evocatio (come suggerisce il nome) era pronuciato “gridando” (a gran voce) dal Dittatore o Generale Romano in assedio a una città rivale.
L’obbiettivo del rituale era quello di “invitare” la divinità che protegeva la città o i confini (mura o confini naturali), di lasciar vincere l’assedio romano in cambio di un culto di venerazione all’interno delle mura romane.
Il rituale solitamente si svolgeva presso le mura della città nemica o presso un’altare della divinità (in passato gli altari, cappelle o maestà difendevano i confini naturali dei regni), dove il generale invitiva la divinità a risiedere all’interno di una statua, che sarebbe poi trasportata fino all’interno di Roma.

rituale di evocatio.

Invocatio

il termine invocatio,di origine prettamente medioevale, si riferisce al termino greco di Epiclesi, “epìklēsis“(invocazione) a sua volta originato da “epikalêo” (chiamare).
All’interno della Mitologia greca, designava il passo d’apertura dei poemi dove il poeta chiama la potenza delle Muse e della Memoria, affinchè egli potesse “oracolare il passato” o ricordare le vicende da narrare.
Lo stesso termine viene poi ripreso all’interno del rituale Eucaristico latino, dove la potenza dello spirito santo viene invocata all’apertura del rituale proprio dall’ Epiclesi

«Veni sanctificator omnipotens æterne Deus…».

Rituale di invocatio

 

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