runes


Le Rune sono “le lettere” di  un antico alfabeto germanico, utilizzate sia ad uso magico/divinatorio ma anche in ambito rituale o commerciale.
Essi sono state ritrovate in tutto il nord Europa, la Scandinavia, le isole britanniche ,l’Islanda,  l’itali alpina ma anche nell’america del nord.

Fonti Antiche


Già 2000 anni fa Tacito nel suo De Germania, descrivendo  usi e costumi dei popoli nordici, parla dei rituali di divinazione da parte di sacerdoti che incidono o dipingono segni  e li lanciano su teli per trarne auspici.


 Più di qualsiasi altro popolo rispettano gli auspici e le sorti. Per
queste ultime il procedimento è semplice. Tagliano un rametto di albero
fruttifero in piccoli pezzi, li contraddistinguono con certi segni e li
buttano a caso su una veste bianca. Dopo di che il sacerdote della tribù,
se il consulto è per la comunità, o il capofamiglia, se ha destinazione
privata, invocati gli dèi con lo sguardo volto al cielo, ne raccoglie tre
pezzi, uno per volta, e li interpreta secondo il segno impresso. Se il
responso è contrario, non si interrogano più le sorti, per quel giorno,
sul medesimo argomento; in caso invece di segni favorevoli, si richiede
un'ulteriore conferma degli auspici. È noto anche in Germania l'uso di
interrogare le voci e i voli degli uccelli. È specialità di quelle genti
ispirarsi ai presagi e ai moniti dei cavalli. Essi sono nutriti, a spese
della collettività, nelle foreste e nei boschi sacri prima ricordati,
bianchissimi e non contaminati dal lavoro prestato all'uomo: aggiogati al
carro sacro, sono accompagnati dal sacerdote, dal re o dal capo di una
gente, i quali ne osservano nitriti e fremiti. Non esiste auspicio al
quale più ci si affidi, non solo da parte della gente comune, ma dei
notabili e dei sacerdoti: ritengono infatti sé ministri degli dèi e i
cavalli depositari del volere divino. Esiste anche un altro modo di trarre
gli auspici, impiegato per prevedere l'esito di guerre importanti. Un
prigioniero del popolo con cui sono in guerra, comunque catturato, lo
oppongono a combattere contro un campione del loro popolo, ciascuno con le
proprie armi: la vittoria dell'uno o dell'altro ha valore di pronostico.

Tacito capitolo X De Germania.

 La parola “runa” significa  mistero, segreto o sussurro e ogni runa ha significati  proprietà specifici, oltre il suo comune valore fonetico.
Ogni runa traduce in un simbolo una parola o una frase  concetti importanti ai primi popoli che li hanno utilizzate, che rappresentano le forze della natura e della mente. Ogni runa inoltre ha una storia collegato ad esso, una relazione con un dio nordico.

La tradizione vuole che Odino, il Dio degli Aesir, appeso l’albero del mondo, Yggdrasil, si sia impalato sulla sua lancia, per nove giorni e notti al fine di acquisire la conoscenza delle rune.
Quando le rune sono apparse “sotto di lui”, si chinò e li raccolse e la conoscenza runica. In seguito ha trasmesso questa conoscenza alla dea Vanir Freya in cambio del Seidr. Heimdall in seguito  ha insegnato i segreti delle rune all’umanità…



  "...So che restai appeso ad un albero sferzato dal vento per nove notti intere, ferito da una lancia e consacrato ad Odino, offerto da me stesso a me stesso;  I più sapienti non sanno da dove nascono Le radici di quell'albero antico. Non mi confortarono con il pane, ne' mi porsero il corno per bere;  Guardai verso il basso, afferrai le Rune, gridando le afferrai; caddi dall'albero.  Appresi nove canti di potere Dal figlio famoso di Bolthor, padre di bestla, ed ebbi un sorso del prezioso idromele misto con magico Odrerir.  Poi diventai dotto, sapiente, crebbi e prosperai: parola da parola mi diedero parole; azione da azione mi diedero azioni..." 


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