HomeIndexi segreti delle piante OfficinaliRosa : usi, proprietà storia e significato

La Rosa è un fiore antichissimo e ampiamente diffuso in tutto il mondo di cui abbiamo testimonianze fossili risalenti a circa venticinque milioni di anni fa. 

rosa

“Di vin tinte le tempie si cingono di serti intrecciati, e la splendida mensa è tutta sparsa di rose.” -Ovidio-

 “Qui fresca l’acqua mormora tra i rami dei meli: il luogo è all’ombra di roseti” Saffo

storia della Rosa

Le prime testimonianze scritte ci arrivano dai Sumeri, nelle tombe reali della città di Ur (4000 a.c.); la prima rappresentazione pittorica si ritrova negli affreschi del palazzo reale di Cnosso (2000 a.c.); Confucio (500 a.c.) ci fa sapere che l‘imperatore della Cina possedeva centinaia di libri sulla coltivazione della Rosa.

Durante alcuni scavi effettuati a Pompei, sono stati rinvenuti almeno due tipi di rose: la Rosa Gallica e la Rosa Gallica Versicolor.

Probabilmente l’Etimologia del nome  ha un’origine mediterranea, potrebbe infatti derivare da una forma approssimativa wr(o)d(ya) per poi passare dal celtico insulare (irlandese rós) e al germanico (anglosassone rósealto tedesco antico rosa).

Fu Virgilio ad attribuire a questo fiore il nome “rosa” in latino, ma non è di origine indoeuropea, anche se ci sono collegamenti con il greco antico Ϝρόδον wródon e l’iranico *wr̻d-(cfr. persiano gul), da cui l’armeno vard.

Aspetti Botanici

Le Rose Sono piante cespugliose, rampicanti o arborescenti, appartegono alla famiglia delle rosacee che comprende 150 specie di origine Indoeuropea, di cui 30 sono le specie spontanee in Italia tra cui la “Rosa Canina” e “la Rosa Gallica“. 

Il fiore
ha dimensioni variabili, organizzato in infiorescenze racemose spesso a corimbi o solitari, semplici o doppi e sono caratterizzati da una sola rifiorenza.
I fiori di rosa selvatica coprono le tonalità dal bianco a rosa, mentre la Foetida può avere anche fiori gialli.

 la prima rosa moderna nasce Nel 1867, i cui colori abbracciano tutti i colori dello spettro, tranne il blu scuro e ha una rifiorenza prolungata fino all’autunno inoltrato.
Le parti fiorali sono caratterizzate dal numero 5 o suoi multipli per tutte le sue componenti.            I petali hanno proprietà astringenti e sono usati per ottenerne l’essenza, che trova impiego in cosmesi, in profumeria ed in cucina. 

Le foglie
sono composte hanno proprietà astringenti.
Dalle foglie più giovani della rosa si ottiene il Tè alla Rosa (che calma dallo stress) e da foglie e petali si ottengono delle tisane ad infusione.

i semi
hanno azione antielmintica. 

Il Frutto
ad Achenio è contenuto in un falso frutto detto Cinorrodo.
Il Cinorrodo, a seconda della specie, può avere dimensioni e colori variabili (ma più di frequente nella tonalità del rosso accesso).
Sono ricchi di vitamina C, diuretici, sedativi, astringenti, vermifughi, assieme ai petali sono usati per preparare confetture, o ancora per produrre Te alle bacche di rosa. 

Una caratteristica distinta delle rosacee sono gli aculei o spine, anche queste a seconda delle specie possono avere varie forme, colori e sono anche in numero diverso.

Le Rose vengono anche impiegate nella preparazione di liquori, grappe alla rosa e dolci

Le proprietà della Rosa

I Te e le Tisane alla Rosa hanno un effetto benefico su tutto il sistema circolatorio, sono efficaci contro lo stress psicofisico e stati di ansia. Migliorano l’umore.

L’acqua di rose si ottiene dalla distillazione di petali di rosa in presenza di abbondante acqua o mescolando poche gocce di olio essenziale di rosa in un grande volume d’acqua e viene usata sia in liquoreria sia ad uso oftalmico, contro eczemi e contro infiammazioni della cavità orale.

L’olio di Rose e le sue proprietà sono note fin dai tempi più antichi. 

Nell’Iliade, Afrodite cura le ferite di Ettore con un olio di Rose ottenuto per macerazione. La distillazione delle rose, di origine Persiana viene introdotta in Europa da arabi e crociati.  Mentre in Europa nel 1580 abbiamo il primo olio essenziale di rosa.

L’Olio essenziale di rosa ha un caratteristico colore giallo verde e si ottiene per estrazione con solventi o per distillazione con acqua o in corrente di vapore. 

Si può diluire L’olio essenziale di rosa in olio di jojoba, e applicarlo sulla fronte e sotto al mento. Ha un’azione contro lo stress, favorisce la digestione e ha effetti benefici su tutto l’apparato digerente, aiuta la peristalsi e il processo digestivo.

Olio essenziale di rosa e quello di vaniglia alleviano la fame nervosa.

Unire olio essenziale di rosa e di gelsomino, potenzia sessualità e desiderio.

in Aromaterapia si attribuisce all’olio essenziale di rosa proprietà afrodisiache, sedative, antidepressive, antidolorifiche, antisettiche, tonificanti per cuore, stomaco e fegato, regolatrici del ciclo mestruale.

A Pompei nella Casa del Profumiere ( o Giardini d’Ercole) si coltivavano rose, gigli e viole, insieme con l’ulivo, la base di allora per gli unguenti e i profumi. Un olio profumato, l’oleum rosarum, veniva tratto da rose macerate prima in olio, poi in vino e successivamente spremute

La Rosa Canina aiuta a sconfiggere lo stress psico-fisico, stimola l’eliminazione delle tossine, e stimola la diuresi

La Rosa tra simbolismo e mitologia

La rosa è un simbolo veramente complesso, che racchiude in se significati tra loro contrastanti. Riesce infatti a incarnare contemporaneamente la perfezione celeste e passione terrena, tempo ed eternità, vita e morte, fecondità e verginità.

Il bocciolo chiuso rappresenta la castità femminile, e quando sboccia la bellezza giovanile. 

Rappresenta l’amore passionale quanto la purezza e la verginità, l’elevazione spirituale e la vanità, il segreto, la bellezza, la sensualità, la decadenza,è anche simbolo di amore, sessualità e non a caso è il fiore sacro ad Afrodite.

È associata al mito di Adone e Afrodite: in cui la Dea si innamora del giovane cacciatore Adone. Ares ingelosito decide di uccidere Adone. Nel soccorrere l’amato, Afrodite si ferisce con dei rovi e il suo sangue ne colora i fiori che da bianchi diventano rossi.
Secondo un’altra versione le rose bianche nacquero dalle lacrime di Afrodite per Adone. Zeus commosso dal dolore della Dea, concede ad Adone di vivere quattro mesi nell‘Ade, quattro nel mondo dei vivi, e altri quattro dove avrebbe preferito: per questo la rosa viene considerata simbolo dell’amore che vince la morte e anche di rinascita.  

Secondo un altro mito, la rosa nacque dalla trasformazione di una ninfa senza vita in un fiore, grazie alle preghiere di Clori (Flora per i popoli Italici) nei confronti di Afrodite. Subito dopo Dionisio, donò alla rosa un nettare dolce e profumato, mentre le Cariti le conferirono la tipica bellezza. Zeffiro arrestò il vento, del quale aveva controllo, per permettere ad Apollo di irradiarla e farla fiorire.

I Romani esaltavano l’ambivalenza simbolica della rosa come simbolo di vita e di morte celebrando i “Rosalia” o “Rosaria”. Una festa legata al culto dei morti che aveva luogo tra l’11 maggio e il 15 luglio. Era una festa popolare di carattere privato celebrata nella Roma Tardo-Imperiale durante la fioritura delle rose, in cui si banchettava presso le tombe dei defunti, offrendo libagioni e corone di rose ai morti. Questa festa delle rose si sincretizza nel mondo cristiano, dove la Pentecoste è anche detta “Pasqua delle rose”.  

Nella mitologia Romana Cupido viene punto da un’ape nel giardino di Venere, involontariamente da scoccare una freccia che colpisce un cespuglio di rose. Da quel momento le rose hanno avuto le spine. 

L’emblema della rosa compare negli stemmi araldici medievali e anche l’architettura con rosette e rosoni a cinque petali. In araldica è simbolo di bellezza, onore puro, soavità di costumi, nobiltà e merito riconosciuto.
Nell’iconografia della mistica cristiana la rosa viene apprezzata per la bellezza, il profumo, per il mistero della sua forma ed in essa la cristianità traslittera in attributi Mariani quelli che prima erano valori pagani. Il colore rosso della rosa, indica ora la coppa che raccolse il sangue di Cristo ,le ferite di Cristo stesso o più in generale al sangue del martirio (con chiaro riferimento al miti di Adone e Afrodite).
pertanto l’istituzione Cattolica ne fece simbolo salvifico e di redenzione, e lo integrò all’interno della propria iconografia sacra.

Nel gergo comune la rosa è associata alla serenità interiore e all’amore (vedere tutto rosa), ma anche alla superficialità (fare le cose all’acqua di rosa) mentre nel Medioevo era esclusivamente attributo delle vergini.


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