Le “piante officinali” sono tutte quelle specie vegetali aromatiche,  medicinali, spontanee
o coltivate, che per le loro proprietà trovano uso in fitoterapia, erboristeria e medicina.

erbe officinali
la mandragora, da un erbario medioevale tedesco.

Le piante officinali

Spesso si considera “pianta medicinale” sinonimo di “pianta officinale”, termini che in realtà non sempre
coincidono.

Con “pianta officinale” si fa riferimento a tutte quelle specie vegetali aromatiche e/o medicinali, spontanee
o coltivate, che per le loro proprietà trovano uso in fitoterapia, erboristeria e medicina; ma anche come
aromatizzanti o in cosmesi (e non sempre hanno scopo terapeutico).

Le Piante Medicinali

Tra le piante officinali si distinguono le “piante medicinali” cioè dalle comprovate proprietà terapeutiche.
Nel 1980 l’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce così le piante medicinali:

“si considera pianta medicinale ogni vegetale che contenga, in uno o più dei suoi organi, sostanze che
possono essere utilizzate a fini terapeutici o preventivi, o che sono precursori di emisintesi chemio-
farmaceutiche”.

Sulle piante di interesse erboristico sono stati fatti molti studi per definire i requisiti e le sicure modalità
d’assunzione: ogni paese stila e aggiorna un elenco ufficiale delle proprie piante officinali (che varia a
seconda della biodiversità in ogni paese) ed è riportato nella Farmacopea Ufficiale.
Va da sé che, quella che in un paese è ritenuta una pianta officinale può non esserlo in un altro, sulla base
delle diverse legislazioni, ma restando eventualmente una pianta medicinale a prescindere dalle leggi.

usi delle piante officinali

L’uso più diffuso delle piante officinali è quello di correttore del gusto: vengono quindi addizionati estratti
vegetali per migliorare il sapore del composto originale (pensiamo ad esempio agli sciroppi dal gusto
fruttato).
Si utilizzano diverse parti della pianta, a seconda della sede in cui sono contenuti principi attivi, che
conferiscono le proprietà terapeutiche.

Spesso i principi attivi sono prodotti secondari del metabolismo cellulare della pianta, quindi non
indispensabili per la vita di quest’ultima, ma possono essere responsabili di sapori, colori, profumi …
Molti farmaci di uso comune si basano su principi attivi di origine vegetale che vengono estratti
direttamente dalla pianta o sintetizzati a partire da essi.

Un esempio è l’acido salicilico: presente nella corteccia del salice bianco è il principio attivo utilizzato per la
produzione di farmaci antipiretici ed antiinfiammatori.


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