HomeLa Dea Dianail mito di Diana

la figura della divinità silvana femminile nota a noi come Diana, è una figura assai complessa, giunta a noi dopo un ‘intesa morfosi di significati e simbologie, passando per la cultura classica, la cultura ellenica, infine assorbita dalla cultura latina assorbendo in parte i connotati della divinità di Artemide e in parte assorbendo i tratti e le caratteristi che di alcune divinità etrusche, per poi esaltarsi a divinità lunare contrapposta all’apollo solare.
in questa intensa evoluzione continuata poi nel medioevo fino ad  oggi sono moltissimi i miti e le leggende che hanno iniziato a circolare intorno a questa divinità, tuttavia è importante conoscere il primo e è importante mito di Diana!

 

il mito di Diana: origini

Se in epoca post classica, la figura di Diana, viene associata simultanamente alla Luna (selene), Ecate e in minor misura alla greca Artemide, secondo gli studiosi in epoca più antica la figura della Dea Silvestre, trovava più riferimenti nella greca Artemide e forse anche nella tebana Cimele.Tuttavia, nonostante le associazioni, l’unica costante rintracciabile all’interno dei miti di Diana, rimane il riferimento Diana – Artemide, ed è grazie alle metamorfosi di Ovidio che si può trovare collimazione tra i miti delle due Dee.

la nascita di Diana

uno dei testi più antichi dove compare la figura di Diana – Artemide è “la Teogonia” di Esiodo, dove viene narrata la nascita della Dea, figlia di Zeus  e Latona figlia dei titani Ceo e Febe.
Secondo il mito, Era (la moglie di Zeus) ingelosita dall’adulterio, inviò un enorme pitone con il tentativo di impedire il parto di Latona.
Nonostante la maledizione di Era, Latona riuscì a partorire ai piedi del Monte Cinto, sull’isola di Delo, una coppia di gemelli Artemide e Apollo.
Sempre secondo il mito la prima a nascere fu proprio Artemide, che aiutò la madre nel parto del gemello.
Da questo mito, Diana divenne la protettrice delle partorienti.

L’infanzia

Nell inno ad Artemide  del poeta Callimaco, si racconta come Diana, a tre anni,, chiese al padre (zeus) di rimanere eternamente vergine e di essere chiamata con molti nomi come suo fratello Apollo; di avere un arco ricurvo forgiato dai Ciclopi; di concederle sessanta Oceanine di nove anni come ancelle e venti ninfe figlie del fiume Amnìso perché si curino dei suoi calzari e dei suoi cani quando non caccia; di darle tutti i monti e quante città vorrà lui dedicarle.
Zeus accontentò la figlia e inoltre le donò tre città  e la nominò custode delle strade e dei porti.
Artemide lo ringraziò e si recò subito sul Monte Leuco in Creta, e poi nel fiume Oceano, dove scelse molte Ninfe di nove anni come sue ancelle e poi le ninfe amnise.
Dietro invito di Efesto, la dea allora si recò a visitare i Ciclopi nell’isola di Lipari e li trovò intenti a martellare un truogolo per i cavalli di Poseidone. Artemide disse ai Ciclopi di trascurare per qualche tempo il truogolo di Poseidone e di farle un arco d’argento e un fascio di frecce d’oro; in cambio essa avrebbe loro offerto in pasto la prima preda abbattuta.
Con queste armi Artemide si recò in Arcadia, dove Pan le diede tre cani segugi dalle orecchie mozze, due bicolori ed uno macchiettato e sette agili segugi spartani. Avendo catturato vive due coppie di cerve cornute, Artemide le aggiogò a un cocchio d’oro con redini pure d’oro e le guidò a settentrione verso l’Emo, monte della Tracia. Poi ritornò in Grecia dove le Ninfe amnise staccarono le cerve dal cocchio, le strigliarono, le nutrirono e le abbeverarono in truogoli d’oro.

il mito di Diana dopo la tradizione

successivi a questi miti che elencano le origini della divinità, l’immagine di Diana o di Artemide viene frammentata all’interno dei singoli culti regionali e continentali tanto che diventa più difficile tracciarne una linea cronistica coerente.

tuttavia grazia ai poemi antichi come i poemi di  omero e alla teogonia di esiodo sappiamo che la divinità prese parte ai conflitti della guerra di Troia, alle tribolazioni di Heracle e che ebbe un ruolo anche all’interno della Tifonomachia.

tutti gli altri miti regionali invece vengono analizzati invece all’interno dell’articolo principale sulla dea diana