sono moltissime le raffigurazioni e i culti di Artemide in tutta la Grecia, ma sicuramente quella che più spicca tra tutte è la controversa figura di Artemide Efesia, un’icona unica di tutta la Grecia che ancora oggi è in grado di svelare e offrire nuovi misteri…

artemide efesia villa tivoli
riproduzione storica di Artemide Efesia, la signora di Efeso. Si tratta di un falso storico, nella versione originale non erano presenti i capezzoli. Villa Tivoli.

 La Signora di Efeso

La figura di Artemide Efesia è una delle più complicate da analizzare, non solo per la sua iconografia, ma anche per la matrice dei culti ad essi assimilati, perchè se da un lato la figura dell’Artemide Casta e Verginale, dall’altra si contrappone la figura dell’Artemide di Efeso, detta Polymastòs (dai molti seni) retaggio di una popolazione indigena, precedente alla dominazione Greca, e successivamente inglobata nel culto di Artemide Efesina, culto di cui solo i resti e la storia conservano la memoria, poichè la verà idendità  rimane ancora velato dai misteri della vita di clausura che le sue sacerdotesse praticavano.

il culto di Artemide Efesia e il segreto del Polymastos

prima di comprendere il segreto del culto di Artemide, occorre fare una digressione storica dell’iconografia ad essa associata.
Ovviamente l’immagine di più riliveo e di maggior dibattito, sono ovviamente gli infiniti seni della Dea, che le hanno conferito il carattere di “Feconda“.
Il mistero di queste “sacche”, è la totale assenza dei capezzoli, ma anche il colore pallido differito dal colore della carnagione bronzea di alcuni modelli, tanto da far supporre che le mammelle potrebbero rappresentare scroti di toro, visto che le protomi di molti tauridi sono rappresentate sul corpo della dea, come se in una versione precedente al meraviglioso Tempio, il popolo avesse avuto l’abitudine di appendere in offerta scroti di toro al collo della statua…

artemide efesia

Ma questa interpretazione ha una grave pecca: le “mammelle”, oltre che del capezzolo, mancano anche della linea di demarcazione tra i due testicoli.

Analizzando ancora la statua, è possibile infine scorgere numerosi Api e fiori, che racchiudono il vero segreto della Dea e delle sue mammelle: gli oggetti in questione dovevano rappresentare nel marmo le offerte di miele, contenuto in sacche scrotali di toro, che i devoti del precedente culto ad Artemide, usavano appendere al collo della statua di culto precedente, probabilmente in legno scuro.
Questa tesi è inoltre supportata dai numerosi ritorvamenti di api d’oro antecedenti all‘Artemisario (il tempio di Aremide ad Efeso, uno delle 7 meravigle del mondo classico),al fatto che la stessa Artemide fosse rappresentata come un’ape, e che il simbolo della stessa Efeso fosse un ape( spesso rappresentata sulle monete).

 

ape su moneta, con le iniziali di efeso (E P)

 

spilla con artemide ape

 

il culto iniziatico di Artemide Efesia

 

Un’ulteriore prova a supporto della tesi a favore “dell’ape Regina Efesina” lo si può ritrovare, nel  particolarissimo culto sacerdotale all’interno dell’Artemisario :
Le sacerdotesse del tempio portano il nome di “Melissai” (da melissa, ape) e sembra che vivessero in reclusione sacra ad Efeso; i sacerdoti, ai quali era affidato il compito di celebrare speciali cerimonie di sacrifici animali, erano detti, con termine greco “ἐσσῆνες”, cioè fuchi.
Tale organizzazione del culto, ancora in tempi classici così evidentemente assimilata a quella di un alveare, postula l’esigenza di una “ape regina”, che è naturale identificare con la divinità stessa.

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