Alfabeto runico Vichingo Antico - il Futhark

In questo nuovo articolo totalmente dedicato all’alfabeto Runico Vichingo Antico, Il Futhark, troverai numerosi argomenti d’interesse come 

  • il significato dell’alfabeto runico
  • la storia, i miti e le origini dell’alfabeto runico
  • …e molto altro!

se vuoi conoscere di più sulle origini e la storia delle rune continua subito la lettura!

alfabeto runico vichingo completo antico
rune pirografate su legno

alfabeto runico vichingo

capitolo 1

introduzione all'alfabeto runico

come introdotto nell’articolo dedicato all’ interpretazione del significato delle rune, le rune sono lettere di un antico alfabeto, che viene collettivamente chiamato “alfabeto runico“, ma che negli ambienti accademici viene chiamato “Futhark” in relazione al segno fonetico delle prime sei lettere che lo compongono (Fehu – F, Uruz – u, Thurisaz -Th, ansuz – A, Raido – R, Kenaz – K), sempre all’interno del folklore pop moderno questo alfabeto piò prendere il nome di “alfabeto Vichingo” o “Alfabeto Norreno” in relazione ai popoli che fecero largo uso di questo strumento in epoca Mediovale, o in passato spesso ci si riferiva erroneamente a questo tipo di alfabeto come “alfabeto delle rune celtiche”, argomento che viene descritto in maniera approfondita in questo articolo dedicato alle rune celtiche.

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le rune dell’alfabeto runico antico

storia dell’alfabeto runico

i principali reperti riportanti le rune sono datati tra il 2° e l’8° secolo dopo cristo, sopratutto nell’area germanica – scandiva, e numerosi sono i reperti scritti come codici medioevali, dove le rune vengono utilizzate come codice di scrittura.

circa l’origine delle rune per anni si è pensato che le rune fossero di origine prettamente germanica, tuttavia l’archeologia moderna ha individuato due possibili ipotesi circa l’invenzione delle rune:

  • la prima ipotesi identificherebbe le rune in un codice ispirato all’alfabeto greco e all’alfabeto latino, che fu utilizzato e inventato dalle popolazioni dell’area germanica per tradurre in lingua scritta, gli alfabeti ad uso commerciale, tuttavia questa ipotesi sembra essere smentita da alcuni ritrovamenti archeologici
  • la seconda ipotesi che trova sempre più credito negli ambienti accademici è che le rune, in realtà non fossero altro che gli stessi simboli e codici utilizzati nell’alfabeto etrusco, ereditati poi per continuità territoriale dalle popolazioni venetiche e retiche dell’ Italia settentrionale di influenza indo-europea come celti e germani ma anche di influsso Italico orientale etrusco, identificando infine nel linguaggio “runico” un probabile antico dialetto retico, tuttavia rimane ancora il mistero della lingua “leponzia” (area di Lugano) con il rinvenimento della stele di Prestino, che riporta un alfabeto runico di origine celtica.

alfabeto runico vichingo antico sulla stele di prestino

Anche Lo storico Tacito nel suo ” De Germania” ci da testimonianza diretta di un antico alfabeto germanico, e di come le rune fossero usate anche per la divinazione e i riti Auguri:

 Più di qualsiasi altro popolo rispettano gli auspici e le sorti. Per queste ultime il procedimento è semplice. Tagliano un rametto di albero fruttifero in piccoli pezzi, li contraddistinguono con certi segni e li buttano a caso su una veste bianca. Dopo di che il sacerdote della tribù, se il consulto è per la comunità, o il capofamiglia, se ha destinazione privata, invocati gli dèi con lo sguardo volto al cielo, ne raccoglie tre pezzi, uno per volta, e li interpreta secondo il segno impresso. Se il responso è contrario, non si interrogano più le sorti, per quel giorno, sul medesimo argomento; in caso invece di segni favorevoli, si richiede un’ulteriore conferma degli auspici. È noto anche in Germania l’uso di interrogare le voci e i voli degli uccelli. È specialità di quelle genti ispirarsi ai presagi e ai moniti dei cavalli. Essi sono nutriti, a spese della collettività, nelle foreste e nei boschi sacri prima ricordati, bianchissimi e non contaminati dal lavoro prestato all’uomo: aggiogati al carro sacro, sono accompagnati dal sacerdote, dal re o dal capo di una gente, i quali ne osservano nitriti e fremiti. Non esiste auspicio al quale più ci si affidi, non solo da parte della gente comune, ma dei notabili e dei sacerdoti: ritengono infatti sé ministri degli dèi e i cavalli depositari del volere divino. Esiste anche un altro modo di trarre gli auspici, impiegato per prevedere l’esito di guerre importanti. Un prigioniero del popolo con cui sono in guerra, comunque catturato, lo oppongono a combattere contro un campione del loro popolo, ciascuno con le proprie armi: la vittoria dell’uno o dell’altro ha valore di pronostico.

tuttavia La tradizione vuole che Odino, il Dio degli Aesir, appeso l’albero del mondo, Yggdrasil, si sia impalato sulla sua lancia, per nove giorni e notti al fine di acquisire la conoscenza delle rune.
Quando le rune sono apparse “sotto di lui”, si chinò e li raccolse e la conoscenza runica. In seguito ha trasmesso questa conoscenza alla dea Vanir Freya in cambio del Seidr. Heimdall in seguito  ha insegnato i segreti delle rune all’umanità:

« Veit ek, at ek hekk
vindgameiði á
nætr allar níu,
geiri undaðr
ok gefinn Óðni,
sjalfur sjalfum mér,
á þeim meiði
er manngi veit
hvers af rótum renn.

Við hleifi mik sældu
né við hornigi,
nýsta ek niðr,
nam ek upp rúnar,
æpandi nam,
fell ek aftr þaðan. »

odino mentre scopre l'alfabeto runico vichingo antico
Odino acquisisce la conoscenza delle rune

“…So che restai appeso ad un albero sferzato dal vento per nove notti intere, ferito da una lancia e consacrato ad Odino, offerto da me stesso a me stesso;  I più sapienti non sanno da dove nascono Le radici di quell’albero antico. Non mi confortarono con il pane, ne’ mi porsero il corno per bere;  Guardai verso il basso, afferrai le Rune, gridando le afferrai; caddi dall’albero.  Appresi nove canti di potere Dal figlio famoso di Bolthor, padre di bestla, ed ebbi un sorso del prezioso idromele misto con magico Odrerir.  Poi diventai dotto, sapiente, crebbi e prosperai: parola da parola mi diedero parole; azione da azione mi diedero azioni…”

capitolo 2

gli alfabeti runici

proprio per la vasta distribuzione geografica e il vasto periodo di classificazione dei reperti gli storici hanno identificato diversi sistemi runici all’interno del bacino europeo, alcuni classificati in base al territorio di origine altri invece identificati il sistema alfabetico di riferimento.

il primo tipo di alfabeto viene identificato come “Elder FutharkElder FuþarkOlder FutharkOld Futhark o Futhark Germanico”.

In Scandinavia, a partire dalla fine dell’VIII secolo, il sistema alfabetico fu semplificato in un nuovo sistema alfabetico, chiamato “younger Futhark“, mentre invece gli anglo sassoni e i frisoni aggiunsero nuove lettere formando il “futhark anglosassone” rimasto in uso fino all’alto medioevo.

alfabeto runico vichingo – la serie breve – Youger futhark

Il Futhark più recente, chiamato anche sistema a rune scandinave o seria vichinga, è un alfabeto runico e una forma ridotta del Futhark più antico, con soli 16 caratteri, in uso dal IX secolo circa, dopo un “periodo di transizione” durante il VII e VIII secolo, esso può identificare un vero e proprio “alfabeto runico vichingo”, anche se la sua origine è più “recente” rispetto all’ Elder Futhark.

alfabeto vichingo
elder e youger futhark a confronto
rune vichinghe e i loro nomi
le rune vichinghe e i loro nomi

La riduzione, in qualche modo paradossale, è avvenuta in concomitanza con i cambiamenti fonetici che hanno portato a un maggior numero di fonemi diversi nella lingua parlata, quando il proto-norreno si è evoluto nel vecchio norreno. Così, la lingua comprendeva suoni distinti e coppie minime che erano scritte uguali.

Il Futhark più giovane è diviso in rune a ramo lungo (danese) e rune a ramoscello corto (svedese e norvegese); nel X secolo è stato ulteriormente ampliato dalle “rune Hälsinge Runes” o rune senza spigoli.

La vita del Futhark più giovane corrisponde all’incirca all’età vichinga. Il loro uso è diminuito dopo la cristianizzazione della Scandinavia; la maggior parte della scrittura in Scandinavia del XII secolo era in alfabeto latino, ma gli scritti runici sono sopravvissuti in uso marginale sotto forma di rune medievali (in uso ca. 1100-1500) e di rune dalecarliane latinizzate (ca. 1500-1910).

Rune a bastoni corti e lunghi

rune a rami lunghi (sopra) e rami corti (sotto)
rune a rami lunghi (sopra) e rami corti (sotto)

rune Hälsinge o senza bastoni

rune senza
rune senza “bastoni”

rune medioevali

rune medioevali.

il futhark anglosassone

Vi sono teorie contrastanti sulle origini del Fuþorc anglosassone. Una teoria propone che si sviluppò in Frisia e da lì si diffuse più tardi in Inghilterra; un’altra afferma che le rune furono dapprima introdotte in Inghilterra dalla Scandinavia dove fu modificato (e si creò il Fuþorc) ed esportato poi in Frisia. Entrambe le teorie hanno le loro debolezze interne, ed una risposta definitiva dovrà probabilmente aspettare nuove prove archeologiche.
Il primo Fuþorc era identico al Fuþark antico, eccetto per la differenziazione della runa ansuz (Runic letter ansuz.png, a) in tre diverse varianti, Rune-Ac.png (āc), Rune-Æsc.png (æsc) e Rune-Os.png (ōs), per un totale quindi di 26 rune: ciò si rese necessario per tener conto dei nuovi fonemi prodotti dalla differenziazione ingaevonica degli allofoni delle a lunga e breve. In Inghilterra il Fuþorc fu esteso ulteriormente a 28 ed infine a 33 rune, e la scrittura runica in Inghilterra divenne strettamente legata agli scriptoria latini dal tempo della cristianizzazione degli Anglosassoni nel VII secolo.

alfabeto runico anglosassone

capitolo 3

i poemi runici

la tradizione e la storia delle rune è giunta sino a noi oltre che per i ritrovamenti archeologici, grazie anche ai “poemi runici”, particolari poemi di breve durata, molto simili a filastrocche, che ricordano i nomi di tutte le rune e i loro significati oltre che al loro valore fonetico.

È stato teorizzato che i poemi runici fossero tecniche mnemoniche che permettevano di ricordare l’ordine e il nome di ogni lettera dell’alfabeto, e forse potrebbero essere state un catalogo di importanti informazioni culturali, organizzate in maniera da poter essere ricordate facilmente; tra i principali poemi runici a noi pervenuti ne sono sopravvissuti 4 principali :

capitolo 4

Le Rune

Aett di Freya

  • fehufehu
    Gratitudine e Generosità
    Gestazione, nutrimento, dipendenza, vulnerabilità
  • uruzuruz
    L’Istinto di Sopravvivenza
    Aggressività, separazione,
  • thurisazthurisaz
    Affrontare il Nemico
    Istinto di conservazione, di difesa, di ordine, di controllo
  • ansuzansuz
    La Voce dello Spirito
    Facoltà superiori, intelligenza, sentimento, intuizione
  • raidoraido
    Autonomia, indipendenza, ricerca, esperienza
  • kenazkenaz
    il fuoco alchemico
  • gebogebo
    La Relazione
    Interdipendenza, relazione, scambio, comunione
  • wunjowunjo
    Successo, riuscita, realizzazione, fiducia, felicità

Aett di Heimdall

  • hagalazhagalaz
    la grandine, la distruzione
  • nauthiznauthiz
    La Prova Estrema
  • isaisa
    il ghiaccio, lo specchio, la stasi, l’inganno
  • jerajera
    la rinascita
  • ehiwazeihwaz
    il viaggio sciamanico, la discesa agli inferi e la caccia all’anima
  • perthperth
    il mistero dell’iniziazione
  • algizalgiz
    il divino, la resurrezione
  • sowelusowelu
    il sole, la luce, la vittoria

Aett di Tyr

  • teiwazteiwaz
    Sacrificio, Ordine, Legge, Giustizia
  • berkanaberkana
    la guarigione fisica
  • ehwazehwaz
    l’unione degli opposti
  • mannazmannaz
    il passaggio
  • laguzlaguz
    il lago, la mente
  • inguzinguz
    I Figli, La Famiglia, la Discendenza,
  • othilaothila
    Gli Antenati, Beni e Benefici, La Casa, L’Eredità
  • dagazdagaz
    Illuminazione, Consapevolezza,

conclusioni

in questo articolo abbiamo analizzato la storia completa e le origini dell’ alfabeto runico vichingo antico, conosciuto i suoi nomi accademici : “elder futhark, e “youger futhark” e le varianti medioevali e anglosassoni  nate da questo alfabeto.

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riferimenti: